La presenza di una sostanza chimica nell’ambiente non coincide automaticamente con un pericolo per la salute. Per capire che cosa significhi davvero un dato, bisogna distinguere tra rilevazione analitica, concentrazione, esposizione effettiva e rischio dimostrato.
Le banche dati chimiche censiscono oggi oltre 200 milioni di sostanze registrate. Il dato restituisce soprattutto la straordinaria varietà della chimica: non significa che tutte queste sostanze siano utilizzate nell’industria o presenti nell’acqua.
Per molte molecole mancano ancora informazioni complete sulle proprietà, sul comportamento nell’ambiente e sui possibili effetti sanitari. Anche i valori limite per l’acqua potabile riguardano soltanto una parte delle sostanze conosciute. Non è una prova che l’acqua potabile sia generalmente pericolosa; indica piuttosto che controlli e valutazioni si concentrano su sostanze, gruppi e rischi prioritari.
Oltre 200 milioni di sostanze: un numero da interpretare
Tra le sostanze registrate figurano composti organici e inorganici, sali, metalli, polimeri, sostanze naturali, molecole biologiche e materiali dalla composizione variabile.
Molte vengono prodotte in quantità ridotte, utilizzate soltanto in processi industriali chiusi o non sono più impiegate. Altre si formano come prodotti di degradazione, sottoprodotti o residui della combustione. Per questo il numero delle sostanze registrate non può essere equiparato al numero delle sostanze presenti nell’acqua.
Rilevazione, limite, esposizione: quattro concetti diversi
- Valore misurato: una sostanza è stata rilevata con un determinato metodo, al di sopra del limite di quantificazione.
- Valore limite: una concentrazione stabilita per legge o sulla base di criteri tecnici non deve essere superata, oppure viene utilizzata come riferimento per la valutazione.
- Esposizione: persone o animali assorbono effettivamente una sostanza, per esempio attraverso l’acqua potabile, gli alimenti o l’aria.
- Rischio: dipende dalle proprietà della sostanza, dalla concentrazione, dalla durata e dalla via di esposizione, oltre che dalla sensibilità delle persone coinvolte.
La presenza di una sostanza in un corso d’acqua, quindi, non dimostra automaticamente che l’acqua potabile distribuita sia dannosa. D’altra parte, una concentrazione bassa non è sempre irrilevante. Ogni valutazione deve considerare la sostanza e il contesto specifici.
Da dove arrivano le sostanze chimiche
Le principali vie di immissione nel ciclo dell’acqua comprendono:
- agricoltura, in particolare prodotti fitosanitari, fertilizzanti e medicinali veterinari;
- aree abitate, detergenti, prodotti per la casa e cosmetici;
- medicinali provenienti da abitazioni, ospedali e veterinaria;
- industria e attività artigianali, inclusi solventi, sostanze di processo e coadiuvanti;
- traffico, per esempio usura degli pneumatici, carburanti e prodotti anticorrosione;
- discariche, siti contaminati, schiume antincendio e aree inquinate;
- prodotti di degradazione generati dalla trasformazione delle sostanze originarie.
Una parte di queste sostanze raggiunge torrenti e fiumi attraverso le acque reflue depurate. Gli impianti moderni eliminano molti contaminanti, ma non riescono a trattenere completamente tutte le microinquinanti. In Svizzera, per questo motivo, alcuni impianti di depurazione delle acque reflue vengono dotati di fasi di trattamento aggiuntive.
Altre sostanze penetrano direttamente nel suolo o vengono trascinate dalla pioggia. Particolarmente rilevanti sono i composti persistenti e mobili, tra cui alcuni metaboliti dei pesticidi, le PFAS, i solventi clorurati e altre sostanze chimiche industriali.
Anche i processi naturali possono modificare una sostanza. Da un principio attivo originario possono derivare diversi prodotti di degradazione, con proprietà differenti e, in alcuni casi, maggiore mobilità o persistenza.
La situazione in Svizzera
Acque sotterranee e sorgenti al centro della protezione
In Svizzera, le acque sotterranee e quelle sorgive coprono poco più dell’80% del fabbisogno di acqua potabile. Proteggere il sottosuolo è quindi essenziale. Le falde sono invisibili e si muovono a velocità diverse, a seconda del terreno, delle precipitazioni e delle condizioni locali.
Molte importanti riserve sotterranee si trovano nelle valli fluviali e nell’Altopiano, dove sono presenti anche insediamenti, vie di trasporto, industrie e aree agricole. Le principali risorse di acqua potabile si trovano dunque, almeno in parte, là dove le sostanze vengono utilizzate e trasportate in quantità significative.
Microinquinanti nelle acque superficiali
Nei corsi d’acqua svizzeri vengono rilevati numerosi microinquinanti, tra cui pesticidi, medicinali e altre sostanze chimiche. A seconda della sostanza e del corso d’acqua, le concentrazioni possono variare da nanogrammi a microgrammi per litro.
Nei corsi d’acqua piccoli e medi, i pesticidi sono spesso particolarmente rilevanti. Nei fiumi più grandi vengono rilevati, tra gli altri, residui di medicinali. Per gli organismi acquatici, alcune sostanze possono risultare problematiche già a concentrazioni molto basse.
Questi risultati riguardano innanzitutto il corso d’acqua o l’acqua superficiale e non possono essere automaticamente trasferiti alla qualità dell’acqua potabile distribuita. Tra un ruscello contaminato, una captazione di acqua sotterranea e il rubinetto possono intervenire diluizione, processi naturali di ritenzione, trattamento e controlli.
Non esiste un valore limite per ogni sostanza
La Svizzera ha stabilito requisiti di legge per numerosi parametri chimici relativi all’acqua potabile e alla protezione delle acque. Per alcune PFAS, per esempio, sono previsti valori massimi. Anche i pesticidi e determinati medicinali sono disciplinati dalla normativa sulla protezione delle acque.
Non esiste però un limite specifico per ogni sostanza conosciuta. Quando compaiono sostanze o gruppi di sostanze nuovi, occorre talvolta sviluppare prima i metodi di analisi, le valutazioni tossicologiche e le disposizioni giuridiche. Il monitoraggio deve quindi aggiornarsi continuamente.
Come si valuta il rischio
La possibile incidenza di una sostanza sulla salute non dipende soltanto dal fatto che sia stata rilevata. Contano soprattutto:
- concentrazione e durata dell’esposizione;
- via di assorbimento: acqua potabile, alimenti, aria o pelle;
- tossicità e meccanismo d’azione;
- maggiore vulnerabilità di bambini, persone in gravidanza, anziani o persone malate;
- esposizione contemporanea a più sostanze.
Per alcune sostanze sono ben documentati gli effetti su organi, sistema ormonale, riproduzione o materiale genetico. Per altre, le informazioni restano incomplete. Valutare le miscele è particolarmente complesso, perché persone ed ecosistemi non sono sempre esposti a una sola sostanza.
L’assenza di un valore limite non dimostra quindi che una sostanza sia sicura. Allo stesso modo, ogni rilevazione non va interpretata, senza considerare la concentrazione, come un pericolo sanitario immediato.
Il rischio per gli ecosistemi può essere diverso
Gli organismi acquatici possono reagire a determinate sostanze più sensibilmente degli esseri umani. Pesticidi e alcuni medicinali, per esempio, possono danneggiare pesci, invertebrati o alghe già a concentrazioni molto basse.
La valutazione ecologica utilizza quindi criteri diversi da quelli applicati all’acqua potabile. Un valore può essere rilevante per un organismo acquatico sensibile senza costituire, nello stesso momento, un pericolo diretto per la salute umana.
Che cosa significa davvero “solo una piccola parte è stata testata”
Non esiste una percentuale mondiale calcolata con precisione delle sostanze chimiche sottoposte a una valutazione sanitaria completa. Non è infatti univoco stabilire quali sostanze siano “in uso”, “testate” o “sufficientemente valutate”. Inoltre, banche dati e requisiti giuridici cambiano da un Paese all’altro e in base all’impiego previsto.
È però documentato che, per un numero elevato di sostanze conosciute o utilizzate, non è stata completata una valutazione di tutti i rischi rilevanti per la salute e l’ambiente. Parlare di una grande lacuna di conoscenze è quindi corretto; trasformarla in una percentuale precisa, invece, sarebbe fuorviante.
Che cosa può ridurre il problema
Intervenire prima che le sostanze raggiungano l’ambiente
La misura più efficace è impedire, quando possibile, che le sostanze problematiche entrino nel ciclo naturale. Servono regole mirate per le sostanze che destano particolare preoccupazione, un uso attento dei prodotti fitosanitari e lo sviluppo di alternative meno dannose.
La responsabilità riguarda industria, attività artigianali, agricoltura, Comuni e famiglie. I prodotti vanno dosati secondo le istruzioni e mai smaltiti nel WC, nel lavandino o nei tombini stradali.
Potenziare il trattamento delle acque reflue
Fasi di depurazione aggiuntive possono ridurre in modo significativo alcuni microinquinanti. Non sostituiscono, però, la prevenzione alla fonte: rimuovere tecnicamente una sostanza può essere costoso e trasferirla, almeno in parte, verso altri flussi di rifiuti.
Una soluzione sostenibile richiede quindi un insieme di interventi: prevenzione, produzione più pulita, trattamento adeguato delle acque reflue e controlli basati sul rischio.
Migliorare monitoraggio e valutazione
Le autorità e gli organismi specializzati dovrebbero aggiornare regolarmente i programmi di misurazione. Sono necessari strumenti analitici più sensibili, studi sui prodotti di degradazione, una migliore valutazione delle miscele e uno scambio di dati più efficace tra ricerca, industria e autorità.
Per te, la chiarezza delle informazioni è altrettanto importante. Una comunicazione affidabile deve distinguere senza ambiguità tra contaminazione ambientale, qualità dell’acqua potabile e rischio per la salute.
Che cosa puoi fare in casa
- Non gettare mai i medicinali nel WC o nel lavandino: consegnali a un punto di raccolta.
- Usa detergenti e prodotti per il giardino con moderazione e secondo le istruzioni.
- Non versare sostanze chimiche, vernici o solventi nei tombini stradali o nella rete fognaria.
- Se utilizzi un filtro domestico, verifica che risponda a un’esigenza concreta, esegui correttamente la manutenzione e sostituisci regolarmente il filtro.
- Chiedi al Comune o al gestore dell’acquedotto informazioni sulla qualità dell’acqua potabile nella tua zona.
Un filtro domestico non è automaticamente necessario. Può essere utile in presenza di una contaminazione locale documentata, ma deve essere adatto alla sostanza interessata. Un apparecchio mantenuto male può persino peggiorare la qualità dell’acqua.
Il futuro: dati migliori e prevenzione più mirata
Il numero delle sostanze chimiche conosciute continuerà a crescere. Allo stesso tempo, migliorano i metodi analitici, le banche dati e i modelli utilizzati per valutarne le proprietà. Sarà così possibile individuare meglio anche i composti e i prodotti di degradazione che oggi sfuggono ai controlli.
Un orientamento importante consiste nel valutare i gruppi di sostanze, non soltanto le singole molecole. Le PFAS mostrano bene perché: molte di queste sostanze condividono caratteristiche simili e devono essere considerate insieme. Anche gli effetti combinati e i prodotti di degradazione persistenti stanno ricevendo maggiore attenzione.
La protezione delle acque non dipenderà quindi soltanto da limiti di misurazione sempre più bassi. Servono prevenzione solida, dati affidabili, controllo delle fonti e trattamenti adeguati alla contaminazione effettiva.
In Svizzera, proteggere acque sotterranee e superficiali resterà un compito centrale. Controlli e norme costituiscono una base importante, ma dovranno tenere il passo con le nuove sostanze, le nuove conoscenze e i cambiamenti ambientali.
La conclusione è semplice: sapere che esistono oltre 200 milioni di sostanze chimiche non giustifica paure indiscriminate. È però un motivo concreto per rafforzare la prevenzione, mantenere controlli trasparenti e proteggere con continuità le risorse idriche.
Fonti e approfondimenti
- Ufficio federale dell’ambiente UFAM – Naqua PFAS
- Ufficio federale dell’ambiente UFAM – PFAS ChemRRV
- Agroscope – Yxrpb25Jzd02Njawmq==
- Organizzazione mondiale della sanità (OMS) – Domande frequenti sulle linee guida per la qualità dell’acqua potabile
- Organizzazione mondiale della sanità (OMS) – 9789240045064
- Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria USAV – PFAS